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Storiella Enologica...

Un giorno, di buon Matino, il conte Sassicaia  proprietario di uno Chateau Margaux in Bolgheri.decise di fare una sorpresa alla sua adorata e futura moglie, Monica di Cagliari, che abitava in un Nuragus di Cagliari e pregò il suo fido scudiero Marzemino, un Nerello Mascalese  dalla faccia di Gaglioppo, di preparargli il calesse personale, quello delle grandi occasioni, lo Sciacchetrà. Il conte si avviò in compagnia di un suo amico Nobile, quello di Montepulciano, lungo la strada della Valdichiana. Durante il viaggio il Sassicaia incontrò alcuni amici di infanzia, quali un Cesanese di Olevano Romano,  a cavallo di uno splendido Morellino di Scanzano, e un vecchio cugino che non vedeva da anni, un certo Casteller. Ormai prossimi alla meta, i nostri amici si dissetarono alla foce del Carignano del Sulcis e il conte si riposò,  brevemente, presso una Casavecchia. Dopo un lungo Girò di Cagliari, il conte arrivò al Naragus, dove incontrò l’amica del cuore della sua Monica, ossia Delia Nivoletti, che al  vederlo,cominciò a versare Lacrima di Morro. Nero d'Avola in volto e  Raboso, il conte sentì alcune grida di Donnas  provenire dalla Torrette. La Monica di Cagliari giaceva come una GuarnacciaGambellara, tra un Negroamaro e un Primitivo di Manduria. Difronte a tanto scempio, il Sassicaia diventò Canaiolo e Raboso ed esclamò: Sangue di Giuda !!! Ma sei proprio una gran Uva di Troia!!! e andò via con gli amici. Da quel giorno, per lo Scacco Matto subìto, il Sassicaia si dilettò con le sue Schiave Grosse e Gentili, cioè Corvina, Rondinella e Molinara. Queste con le loro  Ciliegiole lo resero Susumaniello e Pampanuto.

G e n n a r o  A l b a n o – Sommelier – Delegazione AIS-Avellino

 

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